Sesso, Sesso, Sesso e Ancora Sesso!
Scusate il titolo, così ho la certezza che apriate il post. Le offro col cuore “Le Bouquet” di… Henri de Régnier: http://dailymotion.alice.it/video/x1urux_le-bouquet-henri-de-regnier_creation “Effeuille le bouquet que l’amour t’a donné.” Eccomi qui a dire quello che le donne non dicono, sì, quello che le donne non dicono, lo dico io. Sembriamo tutte all’antica (ci dovrebbero pagare in sesterzi) a parlare di sesso, perchè siamo come gli uomini di una decina di anni fa, senza pietà e pietismi, perchè, avete notato?, le donne, ormai, cercano il sesso, gli uomini, invece, l’amore. In fondo molte faccende della vita sono metafore di un orgasmo, dalla firma di un contratto ad un gol.
Vetrina in Allestimento
VETRINA IN ALLESTIMENTO* RILKE: Potrei senz’altro essere raffigurato in basso, minuscolo e inginocchiato, come “piccolo donatore”. Rainer M. Rilke/Lou ANDREAS SALOME, Epistolario 1897-1926, La Tartaruga, 1984, pag. 172 Tutti verso la santità! Lo si vede dal sorriso quieto sopra la disperazione, dai piccoli e continui eroismi e dai tentativi di fare miracoli, sempre. Siamo così. Ci hanno dis-educato fin da piccoli ad essere “buonissimi”. In fondo cos’è una madre? Uno strumento coercitivo ed oppressivo che vuole obbedienza in cambio dell’amore. Io, addirittura, ero la tipica bambina con la quale mia madre non avrebbe voluto che giocassi: ero una creatura a metà strada tra un calciatore e una ballerina .
Sono Caduta in Malattia
Sono caduta in malattia: influenzata dall’influenza. Fratelli, emetto sospiri capaci di sostituire un monsone il giorno che non fosse in orario. Mi si è rovesciato sul petto l’equivalente di una casa di cinque piani. Mi sembra di avere l’entrata del metrò al posto della faccia. E dal naso esce roba tipo quando demoliscono una diga. E questo mi fa arrabbiare, accidenti!, tutto il disagio lo annoto in un angolo del cervello, dove sono registrati i colpi ingiusti che devo ripagarmi con gli interessi. Per una che vive giocando, come quelli che prendono un mazzo di carte e con una semplice pressione del dito fanno volare tutto nell’altra mano, essere spaparanzata sul letto non mi dona. La vita mi ha tirato un bel papagno! Ora cammino su...
Odio! Ho Dio! Ho Dio!
Ricordo quando l’ho conosciuto: “La dottoressa Salvotti?” “Lei stessa!” e gli ho porto una mano volonterosa, valorosa e vigorosa, lui l’ha esaminata prima di stringerla, non si sa mai che ci fosse la scossa. L’ho audizionato per un pomeriggio intero, pensavo di festeggiare in quella stanza il trimillenario della nostra civiltà o il domani all’aurora: gli ho dato tutte le informazioni che voleva e, credetemi, una parte di me muore ad ogni domanda stupida. Era un interrogatorio, un muro altissimo di “perché” e non si arrivava mai al “poiché” , tanto da me sperato! Alla fine sfinita gli ho detto: “In bocca al lupo, soldato!” non l’avessi mai detto! “Soldato? Quale soldato?”, stava riprendendo. Allora per capirci è piccolo, molle,...
Articolo in Stile
STRAVECCHISSIMI Dopo me stessa, ciò che mi commuove di più è la vecchiaia. Dovresti vederli certi anziani alla messa del sabato sera. Lei che ha già innaffiato i gerani e preparato i piatti voltati in giù della cena. Lui ha lavato l’auto ed è poi passato dal barbiere tagliato alla moderna. Coi loro modi cordiali si sono messi nel flusso tranquillo del traffico prefestivo. In genere i coniugi anziani parlano poco, lei dirà che ha la testa in disordine, si farà la messa in piega quando verrà il figlio, lui posteggia alla fine col sedere dell’auto un po’ fuori, ma lei gli fa capire che è sempre in gamba solo aggiustandogli il colletto della camicia, un tocco di due dita, giusto una carezza ruvida.
Poesia, Poesia sembra che non ci sia…
Mi basto a me stessa. Perchè mi appassiono a quello che dico. Fare ciò che si vuole, perchè si vuole e per nessun’altra ragione. “[…] il tuo spavaldo timido oscillare sui tacchi, controluce.” * .. perchè c’è chi non cammina, oscilla. “(…) mio affamato, tremante, altero amore!”* Ogni terzo pensiero, rido. Con tutto quell’amore in giro! *il grande Raboni, citato ricordandolo a mente Ho un amico scrittore che mi sbraita: “Preferisci la velocità, all’altitudine!”, si riferisce alla scrittura. Ho abbassato il livello della prosa, fratelli, e l’altitudine si è alzata, lontana da me. Nell’altitudine ci stanno gli dei, gli altolocati. Sotto, io. Insieme alla plebe. Nel girone dei...
Super SS
La Samuela, beneamata e benevenerata, è a bocconi nella polvere. Ma si può? Chi conosce la Samuela, la sola, la vera, l’unica, sa che nella polvere sta il tempo necessario per rialzarsi, senza perdere un pelo di secondo. Pregando Dio e il suo brain trust che nessuno mi abbia visto mi alzo con lo slancio di una molla schiacciata. Io sono minuta ma vistosa, mi si addocchia già a un chilometro, sarà che ho una camminata fortemente culattata, purtroppo, o sarà perchè guardo con occhi scintillanti di volontà e intelligenza, eppure, se voglio, certe volte mi mimetizzo con il mondo, divento del colore del mondo, “tone su tone”, o, se preferite, vado dietro ad un paravento su misura come quando si è dietro allo schermo della radiografia.
Chi Resta?
Una delegazione è andata all’oracolo di Apollo, il più serio, il più potente, come la nostra ANSA e gli hanno chiesto: chi è l’uomo più sapiente del mondo? Come al solito c’erano le sacerdotesse ubriache che annoiate hanno detto: Socrate. Lo hanno processato. Ma non avevano voglia di condannarlo a morte. Non ha fatto nulla per salvarsi, anzi, bello, dritto e sicuro ha detto: credo negli dei, in Giove e Giunone e tutti gli altri, ma c’è un altro Dio infallibile dentro l’uomo, un “daimon”, un diavolo-dio, che se lo ascoltiamo impedisce di fare del male a noi stessi, che è il senso della vita, che ci rende felici, forti e eroi. Lo hanno pregato di attenuare, per favore, almeno un po’…l’hanno dovuto di...
Azioni & Reazioni (manca)
Intorno al 1200 un monaco ha scritto ” DIES IRAE”. Mozart, il genio, l’ha musicata e poi anche Verdi nella “Messa di Requiem”. Ho scoperto con meraviglia che mia nonna conosce questa preghiera imparata nella tradizione cristiana per generazioni e generazioni. Con questa mia generazione si chiude il giro. Si spegne una lampadina e si forma un buio opaco al suo posto, purea di nero. E’ una preghiera che deve far paura. Si doveva recitare prima di morire per implorare a un dio crudele una disperata clemenza il giorno del giudizio universale. E sarà, dio, come un gran capo intorno ad un tavolo operatorio. E’ come se stessi sulla porta ad aspettare di vedere spuntare il mio rampollo che rientra alla base. Io in genere faccio...
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