Lettera aperta ad uno stalker

Lettera aperta ad uno stalker

 

 

 

Lettera aperta ad un simpatico stalker

 

Non capisce. Il suo intelletto starebbe in mano a un neonato.

Io sto aspettando come il buon dio che smetta di scrivere. Invece sembra che più passi il tempo e più sia imbenzinato.

Avrei voglia di far drin drin o tin tin  al  campanello di casa di questo Suonato.

Sentirei il solito Chi è?

Dico: La questua della parrocchia per gli orfanelli.

Sempre al citofono, lui: In che cosa posso servirla?

Io: Vorrei una semplice informazione. Perché rompe i coglioni scrivendomi chilometri di poesie d’amore?

Be’, be’…

Ora ci mettiamo a belare, vecchio mio?

Roteerà gli occhi come palle da bigliardo.

Quando aprirà farei una entrée in scena. Lo farei sedere sul divano, riaccorgendomi quanto sia di aspetto triste: camicia stropicciata, berretto basco anche in casa, barba musulmana, il grosso masticatore di pipa, il Groggy!

Ma prima di svignarmela so qual è il mio dovere: prima tolgo ogni traccia di me, dei miei sei anni di… boh, amicizia? Comincio dalla cantina e termino col solaio. Nulla mi sfugge nemmeno un millimetro quadrato del villino, stacco i quadri, sondo i muri, frugo nei vasi di farina, palpo i vestiti, schiodo la tappezzeria delle poltrone, sventro i materassi, deve esserci zero cose mie. Torno poi in salotto, vedo lo Stordito che non si è ancora ripreso che mi guarda attraverso le lacrime.

Ha un cervello di tutto riposo, non è colui che ha inventato la formula e= mc al quadrato. Ha come acqua calda nelle vene. È un istintivo. Anzi è l’istinto che gli fa da mente. Di puponi così è pieno il mondo. Preferirei che tu mi sfigurassi col vetriolo che ricevere tutti i chilogrammi di lettere d’amore al giorno via mail e via e-mail. Non vorrei tutta quella roba che mi mandi distillando acqua salata. Leggo il tuo gioco manipolatorio come un curato legge il breviario.

Non è un kidnapping questo, tesoro, gli dico. Prendo tutte le cose che ho trovato che gli ricordano di me, poi esco, ma il collo più ingombrante è lui (collo in senso bagaglio, amici) in mezzo alla porta piangente e lacrimante. Voi direte: bisogna avere nelle vene estratto di letame per fare una cosa del genere. Vi risponderei solo i risultati contano, per usare dei luoghi comuni da letteratura facile

La lettera aperta incomincia qui : Caro Signor X, ci sono due tipi di amore  secondo me e secondo Abraham Maslow. Il 99/00 delle persone vive un tipo di amore/bisogno/carenza (Maslow: amore/carenza), l’altro 10/00 vi dirò dopo. Com’è questo tipo d’amore?

Questo tipo di amore c’è quando uno ha bisogno dell’altro, e se l’altro accetta questo tipo di amore, vuol dire che anche lui ha bisogno dell’altro.

È normale: anche un bambino ha bisogno della madre. Non la ama. Amerebbe chiunque lo curi.

Ora seguitemi che il passo è un po’ azzardato: NESSUNO VUOLE AVER BISOGNO.

Quindi odiamo chi soddisfa il bisogno d’amore. Perché? Perché è un dipendere dall’altro, perché non si ha potere, perché si odiano le catene, perché è così e basta.

Infatti le scenette nelle case sono queste: lui dice che ha voglia di fare l’amore e lei dice che ha mal di testa. Lei dice che vuole due coccole e lui dice che è stata una giornata d’inferno. Odio, odio, odio, credetemi. Le coppie si odiano tutte, tante, parecchie!

Il mio simpatico stalker mi odia, nonostante gridi che morirebbe per me, che darebbe la vita per me, che mi vuole accudire, cucinare, massaggiare, fare lo shampoo…

In realtà sta aspettando che io abbocchi, per tirarmi dentro nel vortice centripeto del bisogno e poi uccidermi.

Essere infelici in due è peggio che essere infelici da soli, l’infelicità si moltiplica.

Mister X: Sei un bambino di due anni. Non bisogna innamorarsi mai. L’amore vero non è una relazione, è uno stato d’essere. L’AMORE è UN FARE ( è un fare!) LIBERAMENTE qualcosa per qualcuno.  Bisogna esserci e basta, sì, ma con almeno uno di questi avverbi: allegramente, felicemente, liberamente…te l’ho detto mille volte, testone!

 

 

 

 

Segue raccontino.

 

2 Comments

  1. Leonardo
    Dic 29, 2019

    Si … ma l’altro dieci??

  2. Samuela Salvotti
    Dic 30, 2019

    Infatti, noto che tu sei molto attento. Ho scritto che chi non sa amare è il 99/00, ma chi sa amare è il 10/00, effettivamente la matematica non è il mio forte. Cito Marlow che dice che il 99/00 di persone ha un concetto sbagliato di amore (è molto pessimista). L’amore è un fare libero e un divenire.

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