Le Parole dei Pensieri

L

  

 

FERRANTE: Quand’era piccola, si faceva male, continuamente ma non piangeva: nostra madre ci aveva insegnato a soffiare sulla ferita e a ripetere: poi passa. Anche quando lavorava  e si pungeva con l’ago, le era rimasta questa abitudine di dire: poi mi passa. Elena Ferrante, “L’amore molesto”, edizioni e/o, 1992, pag. 55

FLAUBERT: Riprenderò dunque la mia misera vita, così piatta e tranquilla che in essa le frasi diventano delle avventure.

BARTHES: Flaubert ha passato la vita a “far frasi”; l’odissea della frase è il romanzo dei romanzi di Flaubert. […] Una frase di Flaubert è immediatamente identificabile, non già per la sua aria, il suo colore o per un certo qual tono che è dello scrittore, ma perchè si presenta sempre come un oggetto separato, finito, potremmo quasi dire trasportabile, la frase di Flaubert è una cosa.

Roland Barthes, “Flaubert e la frase”in “Il grado zero della scrittura”, Einaudi, 1982, pag.139.

oh, terrestri, non fate mai silenzio, mai! se si rimane senza parole ci si spegne, create frasi, frasi, frasi…

chiare, lucide, pulite.

se non si parla si muore

tesi, lucidi e scaltri, incazzati anche, perchè è la benzina, ma mai violenti,

anzi pieni di una dolcezza infinita 

quindi, davvero sii vigile, attento, fedele!

 non temere di essere patetico o di essere diverso, lo sarai, perchè siamo in un mare di mediocrità, in un immenso interminabile sonno collettivo.

parla sempre e davvero come se qualcuno di intelligente ti sentisse

GINZBURG: Tra i vizi più strani e più gravi della nostra epoca, va menzionato il silenzio […] E’ chiaro che bisogna rompere il silenzio con noi stessi se vogliamo provarci a rompere il silenzio con gli altri. Il silenzio può raggiungere una forma d’infelicità chiusa, mostruosa, diabolica avvizzire i giorni della giovinezza, fare amaro il pane. Può portare alla morte.

Il silenzio dev’essere contemplato e giudicato in sede morale. Perchè il silenzio, come l’accidia e come la lussuria, è un peccato.

Natalia Ginzburg, “Silenzio”, in “Le piccole virtù”, Einaudi, 1962, pag. 91

ECCLESIASTE: Non nascondere la parola nel tempo opportuno e non nascondere la tua sapienza per vanagloria.

il più commuovente:

RILKE: Io sono come il piccolo anemone che ho visto una volta a roma nel giardino, si era talmente aperto durante il giorno, che non riusciva più a chiudersi per la notte. Fu terribile vederlo sul prato oscuro, spalancato, come continuava ad assorbire nel calice quasi follemente lacerato, e sopra di lui la notte eccessiva che non trovava fine. E accanto tutti i saggi fratelli, ognuno chiuso nella sua piccola misura di abbondanza. Anch’io sono così inguaribilmente rivolto all’esterno, senza rifiutare nulla, i mei sensi, senza chiedermelo, trapassano in ogni possibile elemento di disturno.

Rilke, “Salomè”, Epistolario, 1897-1926, La Tartaruga, 1984, pag. 224

 

  

CHI NON COLPISCE LA MIA MENTE NON PUò COLPIRMI NIENT’ALTRO.

 

questa mattina il mio più grosso collaboratore era con una faccia da sinistrato e con uno strato di malinconia così alto che si sarebbe potuto ricatramare la statale.

ha detto: DEVO FARTI RIDERE!

è la persona meno aristocratica, meno fine, meno elegante che io conosca, ma in compenso è la persona più generosa, più buona, più allegra che io conosca. è una salsiccia a forma di uomo. o viceversa, se vi piace di più.

gli ho detto: riposati invece, uomo, in genere la gente che fa ridere si guarda bene dall’annunciarlo, in sostituzione mi compro un libro di barzellette.

con un colpo di narice ha respirato tre metri cubi di ossigeno: chi facesse fuori un uomo così lo assolverebbero subito per legittima difesa.

è un puro di cuore, ma chiude la tasca posteriore delle braghe con una spilla da baglia perchè non gli rubino il portafoglio!

dopo l’esordio, io stavo per andarmene perchè la gente che mi si commuove per colpa mia mi fa alzare le me fragili e sprezzanti spalle.

ma il signore mi ha preso per il risvolto, che si è sgualcito come una cicoria riccia.

“aspetta, devo farti ridere!”: allora voleva proprio la guerra!

“non è una necessità assoluta, ciccio!” gli ho detto

aveva letto il mio post precedente, così straziante, così infinitamente triste, così sgomento!

ma dai?

tra l’altro sotto la faccia da condoglianze, mi guardava la scollatura. gli ho detto: lo so che alla tua età si diventa contemplativi, ma ci sono dei limiti che uno non deve superare se vuole evitare di posare il piede sull’immoralità!

deve aver detto qualcosa come che avrebbe preferito mettere il piede sulla parte più rotonda della mia persona per darsi un contegno. ah!ah! che frizzi e lazzi di dolce euforia!

ha cambiato però subito discorso, sul dramma del vicino di pianerottolo che non riusciva a procreare.

“se ha preso te come manager, lo vedo male!”

“dottoressa! -si è ribellato e s’è messo a darmi del lei- dato che lei mi obbliga a entrare in certi particolari intimi, mi permetta di dirle che la mia virilità se ne frega delle sue insinuazioni!”

“piccolo, non lanciarti nell’astratto e modera lo stile reggenza perchè, tra l’altro inciamperesti in quegli antipatici dei congiuntivi!”

mi ha guardato dal basso in lato, poi dall’alto in basso: “tu non mi segui..”

secondo me non si ha la minima difficoltà a seguire un rullo compressore, tutti i rulli hanno un debole per me, un debole forte, perchè loro rullano e compressano, io il concentrato dell’opposto!

poichè prima o poi mi leggerà e dato che ogni sfottio che faccio lo devo pagare, ogni libertà che mi prendo merita un compenso, parto con lo zucchero:  becerone, i tuoi occhi sono tagliati nel velluto, la tua bocca è una trappola per i baci e se tu mettessi in vendita ciò che ti riempe.. diciamo così, le braghette, ci vorrebbero tutti i fondi della Banca d’Italia per pagarlo il suo giusto prezzo.

lo so, lo so, ciccio, che a questo punto sotto la capigliatura hai un cortile della ricreazione, come quando ci sono tanti bimbi: le tue idee galoppano in tutte le direzione, neh?

siediti, patatone, e dimentica che esisti. Non è detto che perchè tua mamma ha avuto gli incubi mentre ti aspettava, tu debba sopportare le conseguenze.

sei l’unico uomo che ha la barba che spunta a vista d’occhio, tanto sei virile! quando ti guardo da vicino sembra di visionare un cortometraggio sulla germinazione spontanea!

e poi sei l’essere che beve più di me, che giro sempre con una bottiglietta in mano: tu berresti anche un aquario (secondo me si scrive col ‘cq’, ma lo zingarelli  mi dice di no) di pesci esotici.

lo so, lo so, mio bel fagiolo, che a questo punto hai gli occhi rossi come l’antracite in combustione e un filo di bava ti cola dagli angoli delle labbra come la mia povera DILETTA, una boxerina che ho molto amato e dirai scurito come la schiena di un negro: cosa succede? perchè questa si accanisce? perchè tutti questi strilli su di me medesimo tapino?

PERCHE’ IO ODIO LA COMPASSIONE, bastardo!!

bella frenata brusca, eh?

quindi mio paffuto amico, continua a fare il previdente, come quelli che hanno un libretto alla cassa di rispamio e comprano i crauti per otto giorni, con la scusa che si possono riscaldare, ma non venire a fare PAT PAT sulla mia testolina da regina, chiaro?

ora stai lì insaccato nella poltrona, aggrappato al tuo mouse, con gli occhioni fissi sul video abbattuto e dolente.

in ogni sguardo sorpreso c’è la stessa intelligenza che c’è nel buco di scarico di un acquaio (qui occorre il ‘cq’) 

in fondo, è stata una caduta come quella volta al lavoro in cui ti arrampicavi su una scala verticale dai gradini lucidi di cera.

è scivolato su uno di essi ed è ridisceso a pancia in giù. spettacolare!

fratelli, dovevate vederlo! ha subito cavato dal taschino un orologio per vedere se marciava ancora, una cipolla di un metro di diametro, che ha già destinato in testamento al campanile della sua parrocchia.

ecco, dolcezza, è stata una piccola caduta, ora ti alzi, massaggi le ginocchia e si riparte ognuno con il suo ritmo, io sono per l’accelerazione, mentre tu sei più per un’andatura moderata. ma poichè sono io che guido prevale il mio punto di vista, la vita è davvero tutta una questione di andamento.

1 Comment

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    Ago 17, 2017

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