Sempre sul coraggio.

    Ho conosciuto un boia americano che abitava a Londra. E’ un uomo di mezza età con una faccia da ragioniere e occhi miopi. Ve lo descrivo: sembra uno che sia stato nutrito a yogurt. Quando l’ho conosciuto mi ha porto una mano molle come cinquecento grammi di fegato di vitello, gli ho stretto quel coso nauseante che lui ha poi fatto ricadere sulle cosce sconsolato. Io sono abituata ai colleghi che mi scrollano il braccio come la leva di una pompa. Ha una bella fronte in materia plastica color avorio perfetta come piscina delle mosche tanto è sempre sudata. Voi immaginate questo signore slittare compunto e anonimo in una mostruosa spugna qual è Londra, in cui ci si sente dei microbi nel polmone di un pleuritico. A Londra c’è...

Cavalcare la vita.

Bisogna avere coraggio. Perché in genere le situazioni sono più delicate che disperate. Infatti se uno è fine d’udito e attentissimo risolverà le comuni tragedie con sconcertante facilità. Ho conosciuto un uomo che aveva una specie di rogna sulla pelle, da quando era bambino. Da adulto evitava gli esseri umani, portava vestiti a manica lunga, ha sposato una donna sgradevole e rozza perché – mi disse- nessun’altra si era mai avvicinata a lui. Naturalmente aveva provato inutilmente tutti i preparati dei dermatologi. All’età di 50 mi ha incontrato. E io candida come una colomba gli ho detto: “Prova a metterti la cara, buona Nivea. Si proprio quella delle nostre nonne. Ho nella retina dall’infanzia la scatola tonda e blu....

Un romanzo diverso.

Sta prendendo il volo il mio nuovo libro: UNA DEA QUALUNQUE. Questione di giorni. Spero di far piangere qualcuno e non per tristezza o far sì che qualcuno sbatta un pugno sul tavolo perché si sente tamponato da qualche parte.   Gli scrittori giganti sono spesso senza la minima nota vivace (Doninelli docet), sono così arrivati che non ci si domanda più se sono bravi oppure no, sono piazzati fuori criterium. Forse sono stati scrittori dalla nascita, forse non hanno mai baciato una donna in chiesa, mangiato un panino sotto la pioggia, né contemplato un tramonto in una barchetta tremolante, forse neanche annusato un fiore proni senza strapparlo. Ci sono persone inespugnabili, venute al mondo per descriverlo a loro immagine. Li conosco bene i grandi...

Cesira, la talpa, diventata cignesca.

 La Cavaliera “Siorre e siorri, fatevi subito un abito dei vostri sogni!  Un abito della premiata ditta della Cavaliera! Pelle e pellicce con ingorborata la borsetta e bure le scarpe! Anche Elisabeth fra le nostre gendili glienti. Potrete anche risolvere i vostri problemi di cuore e di salute, numeri al lotto, lettura del pensiero, della mano e del piede, se lavato. La Cavaliera sa che stai soffrendo, sa che piangi nel buio! Abbiamo anche salotti completi stile Rockfeller, camera bambini, letti a castello, fino a venti, uno sopra l’altro, sotto i cinguandamila. Offriamo gratis caffè, prodotto dalle nostre piantagioni sterminate  a perdita d’occhio e messo nel distributore automatico. Sei ripetende? Non gapisci un gavolo quando il professore...

UN viaggio pieno di sangue

UN viaggio pieno di sangue

 Un viaggio pieno di sangue Come nascono i poeti   “MADAME BOVARY C’EST MOI” Flaubert      “Sono il vampiro del mio cuore, uno di quei grandi derelitti condannati al riso eterno e incapaci di sorridere” Baudelaire      Amici, ci sono persone che s’aggirano tra di voi che conoscono bene se stessi, gli altri e capiscono presto, anche, come funziona il mondo.   Vedono bene i tranelli di chi se la tira, le bluffate e le buffonate del bullo, la finta generosità di chi si offre sempre, la condanna dei broker all’ambizione, vedono i giusti e i pii peccare, vedono i vili eludere colpe e la depressione degli edonisti. Sì, vedono, vedono… vedono te, fratello, che ti dai da fare da matti, che corri, che cerchi e desideri tutto l’oro, la gloria,...

Bambini soli.

SCHEDA TECNICA: Nome: LUCA Cognome: XXXX Età: 17 ANNI Professione: OPERAIO Residenza: Brescia     Luca è adolescente, maschio e con un buco nero dentro. Tre particolari spietati, duri e, nonostante l’apparenza, forse irreversibili.  Gli adolescenti non sono simpatici: hanno quella pettinatura da colpo di vento che li rende innaturali, hanno degli ostinati jeans che non si cambiano mai e hanno un corpo, una voce, un viso in divenire, l’armonia è lontana. Inoltre parlano per iperbole, se sono bresciani mettono il prefisso stra e possono passare dalla rabbia alla chiusura in un attimo. Ridono, se ridono, per ridarola, che è una reazione. Rara l’allegria, che è una conquista dei grandi, di chi si scosta dal centro della vita....

Datemi la Vostra Rabbia

Datemi la Vostra Rabbia

      DALLA SERIE NOSTALGIA DI ETERNO, trasmettiamo “ti ho aspettato per novemilaottocentocinquantacinque giorni salvo due” … perchè non si avrà tempo poi per dire ho amato, perchè tu mi riconosca, perchè incominci finalmente il graduale sgretolarsi dell’inferno dell’essere vivente-inesistente e mai più avrete modo di fare ancora questo che fate ora. A chi trascorre la sua vita ben regolata, senza sbavature, quelli che si scavano dei profondi solchi di abitudini rabbiose che li portano dolcemente verso la spiaggia infinita, vorrei fare loro un discorso sentito, vero, umano, fare in modo che capiti a loro un inghippo, senza che nessuno gridi scansati. Ma se voglio davvero rovinare l’andropausa esistenziale...

I “senza pietà”

 I GIUSTIZIERI   Voi lo sapete, amici, ed io lo so. Anche i versi somigliano alle bolle di sapone; una sale e un’altra no.” Saba Il lutto, qualsiasi lutto, diventa più leggero se lo si capisce e, a parte quello Grande, è sempre razionalmente spiegabile. Io sono in lutto, amici, un minuscolo lutto, ma pur sempre lutto. Cercherò di capire, quindi, coloro che nella mia vita mi hanno perseguitato, quasi sempre al vedermi, nei primi cinque secondi di presentazione: erano sicuri che io peccassi più di tutti, forse perché sorrido, barra rido, barra derido.  Molti signori seri si uniscono tra loro e cercano di buttare fuori corpi diversi. Esempi ce ne sono tanti. Volete che vi parli di Mary Poppins, di Lutero, di Bagnasco, di Gandhi…? Quando...

BEPPE GRILLO, che non lo facciano fuori!

BEPPE GRILLO Sono andata a vedere Beppe Grillo. Faceva le battute e tutti ridevano. Quando noi ridevamo si accendevano le luci, poi ci spegnevamo tutti e duemila seri. Quando ero piccola mio padre diceva che ero un ometto e raccontava che mi ha tolto le tonsille senza anestesia, perchè ero un ometto. E tutti ridevano. Quelle risate  me le ricordo. “E’ un ometto!” e giù tutti che ridevano. Chissà che avevano da ridere.  Diventare doloranti e dolorosi è facilissimo, certe volte il dolore assale improvviso. Il dolore è sempre della stessa materia, cambia solo l’intensità, dunque è uguale a come quando tutti ridevano perchè ero un ometto, come anche con Beppe Grillo in cui ridevano tutti e duemila perchè stiamo andando a puttane,...

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