La solitudine dei numeri primi.

    E’ paradossale, lo so: coloro che si sentono soli molto spesso hanno tanti amici*. Non solo, se in piena crisi deppressoria perché ci si sente soli, ci si azzarda a vedere qualche amico, il malessere diventa disumano. Ci si arrabbia con se stessi perché si è ceduto a incontrare gente. Tutto si gioca sul fattore intelligenza e stupidità. Le persone intelligenti si sentono sole. Si sentono sole perché lo sono. Lo sono perché preferiscono stare da sole che uscire con uno stupido. Ma gli stupidi sono la maggioranza. Analizziamo gli stupidi che sono la maggioranza. Sembrano normali. Fanno tutte le cose che fanno gli altri. Anzi in certe situazioni particolarmente felici sembrano dotati di una qualche qualità. In realtà sono micidiali: non...

OMOSESSUALITA’: figli sì o figli no?

OMOSESSUALITA’     Vi dirò cosa fare, cosa pensare, cosa votare, cosa dire sull’omosessualità, sprecando un briciolo della mia folle maturità. C’era un buon uomo, il signor Aristotele che diceva che la natura vince sempre. Alla natura non interessano le teorie, i principi, né la bontà. La natura vuole solo procreare se stessa. Fine. E’ stato Paolo che ha dato un sacco di aggettivi belli alla natura, tra cui quello della bontà (essendo creata da Dio) invece, mi dispiace per lui e Leopardi, la natura non è buona, neanche cattiva, ma se proprio debbo scegliere tra questi due aggettivi sceglierei … feroce! Ritornando all’ottimo Aristotele, ha detto: perché, perché, perché c’è questo inghippo nella pancia gonfia di una donna incinta:...

IN-segnare

Sul DIFFICILE LAVORO di SEDURRE   Critica agli insegnanti di oggi   Poveri Prof Hanno amato invano. Poi hanno pianto. Infine hanno smesso e sono diventati miei maestri. Mi hanno lasciato nel bosco perchè non sapevano come avere cura dei miei pensieri. […] Prendi questo valzer prendi questo valzer prendi questo valzer con la mascella serrata […] GARCIA LORCA Non ho incontrato mai un buon docente. Ed è come se un uomo adulto dica: non ho avuto una buona madre. E’ un brutto mestiere insegnare, se non piace. E spesso non piace: il furore eroico dell’idealismo si scarica subito, come un fulmine su un campanile. Eppure ci saziamo solo con la cultura. La cultura è ciò che rimane della scuola, è tutto ciò che non c’è su...

Felicità e fedeltà?

      Felicità & Fedeltà S.p.A. Vi ricordate quando vi siete sposati? Ricordate l’ultima doccia da single, il termostato su un 35 duro da incassare, guanto di crine, lo splendore del nuovo, l’energica spazzolata di denti e se eri donna la tosatrice Braun e se eri uomo prebarba Pincopallino… siamo stati talmente scintillanti che il Re Sole al confronto era un’eclissi di luna. Ci è venuta per un attimo un’infinita nostalgia che è quella di esserci traditi da per noi: sapevamo che stavamo tradendoci, che era irresponsabilità, quella, una forma incolpevole di libertà. Magari quella mattina abbiamo chiamato l’altro per avere la caparra, perché un freddo liquido, losco, di stomaco ci prendeva: la paura. A...

Desenzano del Garda, perché no?

  Non mi piaceva Desenzano del Garda. Quando sentivo qualcuna che mi invidiava per il posto in cui abitavo, pensavo che fuego, Marchesa! Le piace l’incendio, apprezzerà gli interminabili fuochi artificiali di ferragosto! Quando al sabato sera faccio una passeggiata vedo le facce convulse dei ragazzi chesivoglionodivertire. Hanno l’espressione pittorica delle anime all’inferno: facce verdi, bocche storte, lampi dagli occhi. Spesso qualcuno cade col naso sul suo long dring, troppo long. Insomma Desenzano visto da lontano sembra una frittata flambè. E tutti i grandi ras del piacere sono come leoni che cercano di non bruciare la loro pelliccia nell’immenso bracere. Certo il colpo d’occhio sulle facce da topi dei campagnoli che vengono dalla Pianura...

Fiere addomesticate

In una cultura patriarcale diventare Madre vuol dire che una donna si deve sempre purificare, da immonda diventare monda. Una grossa nube di odio maschile si spacca e piangendo acqua scura, da anarchica, isterica e irrequieta, la donna diventa “buona”. Dovrà assistere muta alla vita, non partecipare all’ilarità del mondo e dovrà diventare indispensabile e discreta. Se una sera la Madre fa una domanda al marito nella sua cucina smaltata come un obitorio, ecco se fa una domanda al marito non può che essere per una questione grave: “Dove vai?”, lottando con il caldo da serra e i suoi pensieri cupi. Il marito non può dirle che spera che, fra un po’, gli dica di sì la piccola cameriera della villa in cui è giardiniere. Quindi...

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