Le mie scelte politiche

Da giovane ero comunista. Compravo libri di Mao o di Marx. Mio padre me li strappava e mi diceva: “E’ giusto essere comunisti da giovani, poi, se sei sveglia, ti passerà”, infatti mi è passata. Ma allora ero comunista e pensavo che Gide avesse ragione quando scrisse: “Famiglie, vi odio!”. Perché mio padre mi obbligava ad andare con lui dai parenti. Andavamo dalle zie sgranatrici di rosari, dalla prozia incartapecorita, due metri di giraffa, dalla nonnetta brontolona, dalla sorella della zia della nipote del marito della nonna. Parlavano dei reumatismi, del prete giovane e delle opere pie, oltre che dei morti. Io stavo in un angolo, misantropia a mille, incagnata. Ad un certo punto quando la prozia giovane di settanta almanacchi...

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