Cavalcare la vita.

Bisogna avere coraggio. Perché in genere le situazioni sono più delicate che disperate. Infatti se uno è fine d’udito e attentissimo risolverà le comuni tragedie con sconcertante facilità. Ho conosciuto un uomo che aveva una specie di rogna sulla pelle, da quando era bambino. Da adulto evitava gli esseri umani, portava vestiti a manica lunga, ha sposato una donna sgradevole e rozza perché – mi disse- nessun’altra si era mai avvicinata a lui. Naturalmente aveva provato inutilmente tutti i preparati dei dermatologi. All’età di 50 mi ha incontrato. E io candida come una colomba gli ho detto: “Prova a metterti la cara, buona Nivea. Si proprio quella delle nostre nonne. Ho nella retina dall’infanzia la scatola tonda e blu....

Un romanzo diverso.

Sta prendendo il volo il mio nuovo libro: UNA DEA QUALUNQUE. Questione di giorni. Spero di far piangere qualcuno e non per tristezza o far sì che qualcuno sbatta un pugno sul tavolo perché si sente tamponato da qualche parte.   Gli scrittori giganti sono spesso senza la minima nota vivace (Doninelli docet), sono così arrivati che non ci si domanda più se sono bravi oppure no, sono piazzati fuori criterium. Forse sono stati scrittori dalla nascita, forse non hanno mai baciato una donna in chiesa, mangiato un panino sotto la pioggia, né contemplato un tramonto in una barchetta tremolante, forse neanche annusato un fiore proni senza strapparlo. Ci sono persone inespugnabili, venute al mondo per descriverlo a loro immagine. Li conosco bene i grandi...

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