I RISVEGLI dei SONNAMBULI

I RISVEGLI dei SONNAMBULI

I

Da anni vedo gente per lavoro. Uno stadio pieno. E certe volte davvero mi sembrano tutti dei ragni ciechi che andando a tastoni cercano una fessura nella loro prigione da dove uscire per la felicità.

“Beufs blancs que bavent avec lenteur”, ruminanti rassegnati.

-” Amico, cos’hai fatto in tutti questi anni?”

-“Sono sempre andato a letto presto”, come nel film di Leone.

Dormiamo, fratelli. Dormiamo tutti come poppanti inquieti.

Ma un giorno speciale viene per tutti. Un giorno in cui ad un uomo, per esempio, viene incontro una con un vestitino dalla vita come un anello da tenda e un profumo fosforescente.

Il sonno da sala operatoria, allora, si rompe per uno sguardo promettente.

E all’improvviso si vuol subito far parte della storia.

Purtroppo l’uomo medio farà tutti i passi necessari per smorzarsi: la sera la porterà fuori, si installerà davanti ad un rum, poi in un ristorante dove sono bravi a riciclare resti e poiché c’è un nesso tra il risveglio ormonale e l’appetito, si diventa dei draghi. Fiori, mail, messaggini, telefonate…  lontani dalla gran ronfata di certe vite ripetute, ripetitive, ripetenti.

Nell’ipotesi che il nostro uomo abbia una faccia in demolizione, le varici ed una voce monocorde come un muezzin in preghiera che a sentirlo viene voglia di ficcarsi a letto con lo scaldapiedi e le ‘Richerche’ complete del buon Proust, ecco lo stupendo stupendo, sostantivo e aggettivo, la spina dorsale gli si apre come una cerniera lampo.

Li vedi come all’Opera sbraitare microbi all’unisono: ‘ti amooo!’, ‘anch’iooo!’, ‘nooon andare..’, ‘sì, vadoooo…’

Insomma dopo tonnellate di pentotal, dopo aver respirato cloroformio, dopo il nirvana ecco il gran risveglio, quello più frequente, quello di un uomo che sbanda.

Spesso è un uomo sposato, che tradisce la moglie che è lo stereotipo di una megera col mattarello per la pasta che volteggia in aria. E utilizzerà tutta la sua vitalità per:

1. ogni sera inventare una balla

2.pulirsi le labbra con un clinex

3.gettarlo via

4.trafficare col cofano affinché si puzzi di benzina e non di Chanel n.5

5.ripetere con lei l’operazione alla svelta per dimostrarle che è lei che gli ha dato quella luce di felicità che ha negli occhi.

E  la domenica se la porterà sotto il braccio col vestito di satin, gli orecchini tolti dal lampadario della sala e tre file di perle al gozzo, la sua signora, soddisfatto.

Poi tutto si spegne. Ci si sveglia per poco, con urgenza tristissima ci si rituffa nella melassa del sonno dell’incoscienza.

In genere ci si concentra sulle prestazioni con la nuova:  si comincia con gli articoli correnti, poi si mostrano i pezzi rari, ma arriva il giorno, avendo saccheggiato il magazzino, del va-bene-grazie-ci-penserò, insomma della serie: lasciateci-il-vostro-indirizzo-vi-scriveremo-noi: gli uomini sono liquidati.

Ma il vero stra-furbo ha un rimedio: liquida lui per primo, così l’orgoglio non si rompe. E’ talmente fragile l’orgoglio che bisogna avvolgerlo bene.

Chi è fortunato potrà avere un’altra possibilità e così ricomincia il ciclo, altro giro, altra corsa, finché un giorno non ci si risveglia più, finché, cioè, l’energia vitale finisce, si ritorna a fare la nanna.

Io scruto chi trovo sveglio e, credetemi, il muso che fanno le persone nei due minuti della vita che sono perfettamente ‘centrati’, svegli, presenti, coscienti ti ripagano di tutto! Sembra che abbiano i pensieri di mille geni concentrati in uno stesso attimo, quando di solito solo tre idee assieme gli fanno venire l’emicrania di un branco di rinoceronti.

Tutti vogliamo uscire dalla trance, lo so, facciamo tentativi come quei ragni: c’è chi inventa sturalavandini, chi cerca di diventare ricco, chi cerca di mettere la sua faccia in televisione…

Se qualcosa ti sveglia, uomo, un buon libro, una donna, un colpo di consapevolezza… è una fortuna grandiosa, ma per stare bello sveglio occorre poi stare attenti, curare con gelosia il tempo presente, ogni attimo della vita deve essere un capolavoro, occorre riempirsi di aria, noi tutti in apnea, e poi buttarsi giù nell’immenso abisso della nostra, rispettivamente, conoscenza, coscienza e consapevolezza.

E credetemi, quando uno è sveglio è un po’ come Braccio di Ferro dopo il barattolo di spinaci, ma è anche uno straordinariamente pieno di gentilezza, premure ed eleganza.

Carpe diem, quam minimum credula postero – Orazio

(Cogli l’attimo fuggente, confidando meno che puoi nel domani. Orazio)

7 Comments

  1. mario passero
    Mar 24, 2012

    Perché concordo? Sottolineerei col doppio evidenziatore la seconda parte del detto oraziono: farsi mille domani e milioni di avvelenamenti… l’aspettativa di un sole che, siamo sicuri che sorgerà? Perché sono daccordo con te?
    Risvegli da vite passate a dormire sotto i faggi: scorre davanti un fiume, prima o dopo lambisce i fetoni fetidi di terra e fango, ma è tardi, il vortice coglie tutto alla sprovvista.
    Perché sono in accordo con te?
    Uno mette gli orecchini alla stanchezza, alla modesta, al tempo che va e ci sta dentro come un asaroto vortica sul pelo: quando guarda il tutto a partire dalla fine, così l’esistenza ha il Senso, dalla fine.
    Perché sono in accordo con te?
    Tre secondi, tre minuti, un chiasso tale che… capolavoro, capovolgere, capovertire, capire: vieni qui! Vieni qua, vieni, vieni, vieni.
    Perché mi trovo in accodo con te?

  2. luccardin
    Mar 24, 2012

    Mi sveglio inutilmente e di continuo,assaporando il gusto amaro del momento, dell’attimo sfuggente che già vive nel passato,mentre di me amo il futuro immerso nell’eternità delle parole,nel sospiro che fa dell’anima il sogno vivente d’immortalità amante.Samuela perchè urli tra i dormienti,e metti il dito nella piaga delle consetudini di chi giace felice,sballottato dalle onde del suo vivere,e nel buio tu accendi la luce della vita.Perchè non compri la mia anima e dai lustro nel tuo sapere, all’essere che in me si dibatte e cerca il suo essere infinito.Ho divagato un po’ Samuela,purtroppo le tue parole sono verità,un bisturi che apre la pancia piatta della vita,quella nascosta e consistente del cieco vivere.Sarà il sapore della primavera,di quest’aria che soffia tra i pensieri,ma cogliere di te il respiro,viverlo, è nel mio respiro errante dei prati del mio cuore,mentre s’alza il profumo della terra fiorita è già in me la ginestra. ciao nicolò

  3. Samuela S.
    Mar 26, 2012

    Mio indifeso Nicolò, come vorrei darti la felicità che ti meriti.

  4. Nome
    Mar 26, 2012

    Il tuo pensiero vive in quel Dio che amo. nicolò

  5. luccardin
    Mar 26, 2012

    Mi piace questa foto,un risveglio che non si piega al trascorrere del tempo,occhi che si illuminano attraversando l’anima e lasciandosi attraversare. nicolò

  6. Nome
    Mar 30, 2012

    “cercano una fessura nella loro prigione da dove uscire per la felicità”
    Verissimo e descrive perfettamente la comune condizione umana.
    “Ma un giorno speciale viene per tutti.”
    Questo non sempre accade: dipende dal caso. A volte, anche se non si dorme o non si rumina, non accade proprio nulla. La vita continua a scorrere, le cose esistono, inesorabilmente, ma non avvengono fatti, occasioni, incontri, miracoli. Il miracolo è sempre un’eccezione, la fuga dal sistema di eventi non è mai garantita.

  7. Guido Mura
    Mar 30, 2012

    Dimenticavo che qui bisogna sempre qualificarsi, perché il sistema non ci riconosce!

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