Desenzano del Garda, perché no?

  Non mi piaceva Desenzano del Garda. Quando sentivo qualcuna che mi invidiava per il posto in cui abitavo, pensavo che fuego, Marchesa! Le piace l’incendio, apprezzerà gli interminabili fuochi artificiali di ferragosto! Quando al sabato sera faccio una passeggiata vedo le facce convulse dei ragazzi chesivoglionodivertire. Hanno l’espressione pittorica delle anime all’inferno: facce verdi, bocche storte, lampi dagli occhi. Spesso qualcuno cade col naso sul suo long dring, troppo long. Insomma Desenzano visto da lontano sembra una frittata flambè. E tutti i grandi ras del piacere sono come leoni che cercano di non bruciare la loro pelliccia nell’immenso bracere. Certo il colpo d’occhio sulle facce da topi dei campagnoli che vengono dalla Pianura...

Dialogo disperato tra scrittrice e editore

– Salve Alberto. Mi hanno parlato di lei. – Spero bene… – Benissimo, sei un fine letterato, pare. – Mmmm mi pare troppo… – Non so. Mi piacerebbe leggere qualcosa di tuo. Se è possibile. – Ma io non scrivo…pubblico! – Allora potrei propormi: ho vinto il premio Italo Calvino, conosci? Quel premio serio e accademico in cui spesso la giuria è formata da Bobbio, Geno Pampaloni, Vitale… Non mi hanno pubblicato perché li ho scandalizzati, sia nel contenuto che nel linguaggio ( innovativo), ma non hanno non potuto premiarmi! 🙂 Devo, in realtà, ringraziarli: hanno premiato “il talento”, non perdono a loro la mancanza di coraggio. – Qualcuno ancora si scandalizza? – Io ci...

Fiere addomesticate

In una cultura patriarcale diventare Madre vuol dire che una donna si purifica, da immonda diventa monda. Una grossa nube di odio maschile si spacca e piangendo acqua scura, da anarchica, isterica e irrequieta, la donna diventa “buona”. Dovrà assistere muta alla vita, non partecipare all’ilarità del mondo e dovrà diventare indispensabile e discreta. Se una sera la Madre fa una domanda al marito nella sua cucina smaltata come un obitorio, ecco se fa una domanda al marito non può che essere per una questione grave: “Dove vai?”, lottando con il caldo da serra e i suoi pensieri cupi. Il marito non può dirle che spera che fra un po’ gli dica di sì la piccola cameriera della villa in cui è giardiniere. Quindi o ride forte da...

SPAM INTELLIGENTE

SPAM INTELLIGENTE

Tutte le nostre notti non sono notti d’amore. Per questo dovremmo prendere un libro come un’amante segreta che con un’ascia rompe il ghiaccio che hai dentro. Leggere è una delle poche possibilità che ci dà la vita per essere felici. E’ quello che sta tra te e ciò che ti impedisce di essere felice. E bisogna leggere bene, perché leggere male è come non leggere. Leggere bene vuol dire leggere qualcosa uguale a quello che hai dentro. Quando avrai finito di leggermi, forse vorrai che io diventi tua amica e vorrai, anche, potermi telefonare tutte le volte che ti gira, come io vorrei fare con certi autori. Impiego dieci anni per scrivere 140 pagine, ma “dove la penna scorre facile, non nasce nulla di buono” I.Calvino. In...

Sempre sul coraggio.

    Ho conosciuto un boia americano che abitava a Londra. E’ un uomo di mezza età con una faccia da ragioniere e occhi miopi. Ve lo descrivo: sembra uno che sia stato nutrito a yogurt. Quando l’ho conosciuto mi ha porto una mano molle come cinquecento grammi di fegato di vitello, gli ho stretto quel coso nauseante che lui ha poi fatto ricadere sulle cosce sconsolato. Io sono abituata ai colleghi che mi scrollano il braccio come la leva di una pompa. Ha una bella fronte in materia plastica color avorio perfetta come piscina delle mosche tanto è sempre sudata. Voi immaginate questo signore slittare compunto e anonimo in una mostruosa spugna qual è Londra, in cui ci si sente dei microbi nel polmone di un pleuritico. A Londra c’è...

Cavalcare la vita.

Bisogna avere coraggio. Perché in genere le situazioni sono più delicate che disperate. Infatti se uno è fine d’udito e attentissimo risolverà le comuni tragedie con sconcertante facilità. Ho conosciuto un uomo che aveva una specie di rogna sulla pelle, da quando era bambino. Da adulto evitava gli esseri umani, portava vestiti a manica lunga, ha sposato una donna sgradevole e rozza perché – mi disse- nessun’altra si era mai avvicinata a lui. Naturalmente aveva provato inutilmente tutti i preparati dei dermatologi. All’età di 50 mi ha incontrato. E io candida come una colomba gli ho detto: “Prova a metterti la cara, buona Nivea. Si proprio quella delle nostre nonne. Ho nella retina dall’infanzia la scatola tonda e blu....

Un romanzo diverso.

Sta prendendo il volo il mio nuovo libro: UNA DEA QUALUNQUE. Questione di giorni. Spero di far piangere qualcuno e non per tristezza o far sì che qualcuno sbatta un pugno sul tavolo perché si sente tamponato da qualche parte.   Gli scrittori giganti sono spesso senza la minima nota vivace (Doninelli docet), sono così arrivati che non ci si domanda più se sono bravi oppure no, sono piazzati fuori criterium. Forse sono stati scrittori dalla nascita, forse non hanno mai baciato una donna in chiesa, mangiato un panino sotto la pioggia, né contemplato un tramonto in una barchetta tremolante, forse neanche annusato un fiore proni senza strapparlo. Ci sono persone inespugnabili, venute al mondo per descriverlo a loro immagine. Li conosco bene i grandi...

colei che frena in salita per non deragliare

Tutto quello che vedete lo devo ai comici miei conterranei e contemporanei, talemente tali da essere tragici.

senza titolo

E’ da agosto che non metto piede qui. Disinabissata dalla notte, mi trascino sbuffante e vituperante. Sono stata a vivere l’esistenza, come direbbe Mario Passero, e non sempre ho vissuto la vita (“Tutto è come non-essere, come dover-essere, cioè il nulla.) Ora possiamo abboffarci di parole, perchè chi vi ha detto che si può vivere di pane e acqua, era un imbecille. Noi siamo già di là per questo di qua sembriamo monchi ma i monti enormi li abbiamo scavalcati forse perdendo piedi avambracci padiglioni non di questo c’importa con pròtesi vi diremo protèsi cosa vedemmo anche mezzi ciechi siamo tornati indietro abbagliati dalla visione abbigliati come superstiti siamo noi qui per voi offerti senza compenso l’ascolto di voi...

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